battaglia anti Open Source nella sanita`

La frase

"Nel processo di innovazione digitale e informatica, vanno esaminate soluzioni informatiche di tipo open source"

è stata introdotta nel 2014 (vedasi il link sottostante). Dopo 4 anni viene tolta nel corso della stessa legislatura (!?!)

http://lexbrowser.provinz.bz.it/doc/it/lp-2001-7§10§20§100/legge_provinciale_5_marzo_2001_n_7/titolo_i_ordinamento_del_servizio_sanitario_provinciale/capo_i_norme_generali_sulle_competenze/art_4_quinquies_passaggio_all_elaborazione_elettronica_di_dati.aspx

Avanzo un'ipotesi: forse la ditta trentina GPI Group, che ha acquisito Insielmercato, e che lavora per la nostra Azienda Sanitaria alla *nuova cartella clinica* non ci sta offrendo una soluzione open source.

Quindi se oltre ad avere una legge nazionale (CAD, art. 68) che ci obbliga a dare priorità al Software Libero, abbiamo anche una legge provinciale che rafforza lo stesso principio ... meglio togliere quest'ultima di mezzo avendone la facoltà.
Così nessuno potrà dire che, avendo acquisito da GPI Group software closed source abbiamo infranto una legge provinciale.

Peccato che rimane l'art. 68 del CAD al quale la Giunta ha promesso di attenersi (ma non ho appena detto che è una legge nazionale?)

Vado ad ascoltarmi la canzone dei Genesis "Land of confusion".

Buona serata!
Paolo.