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Sulla lista discussioni della Associazione Software Libero è stata
segnalata questa inchiesta predisposta dalla Commissione Europea che
ritengo molto grave poiché rappresenta un freno alla difussione della
cultura e delle idee.
Secondo la mia e altre interpretazioni, le biblioteche pubbliche
dovrebbero far pagare ai cittadini talvolta venga consegnato un libro in
prestito.
Siccome questa direttiva è strettamente collegata con le norme
riguardanti i brevetti software contro le quali sono personalmente
impegnato, invio questa mail in copia a diverse persone che hanno a che
fare con la cultura e con la società del sapere qui in Alto Adige,
cercando di ottenere una risposta. Spero di aver interpretato la norma
in modo sbagliato.
Cordiali Saluti.

Antonio Russo

Sotto il testo in tedesco

Diritto d'autore: aperti nei
confronti di sei Stati membri
procedimenti per infrazione
riguardanti il diritto di prestito
pubblico e di locazione commerciale

DN: IP/04/60 Date: 16/01/2004

IP/04/60

Bruxelles, 16 gennaio 2004

Diritto d'autore: aperti nei confronti di sei Stati membri procedimenti
per infrazione riguardanti il diritto di prestito pubblico e di
locazione commerciale

La Commissione europea ha deciso di chiedere formalmente informazioni a
Spagna, Francia, Italia, Irlanda, Lussemburgo e Portogallo circa la loro
applicazione a livello nazionale del diritto di prestito pubblico, quale
armonizzato dalla direttiva 92/100 sul diritto di locazione, il diritto
di prestito e taluni diritti connessi al diritto d'autore. Secondo le
informazioni di cui dispone la Commissione, gli Stati membri interessati
non hanno recepito o hanno recepito in modo non corretto nel diritto
nazionale taluni articoli di questa direttiva. L'applicazione da parte
degli Stati membri del diritto di prestito pubblico armonizzato dalla
direttiva 92/100, che avrebbe dovuto essere recepita entro il 1° luglio
1994 (IP/02/1303), è stata oggetto di un'analisi approfondita da parte
della Commissione nel settembre 2002. La Commissione invia queste
richieste d'informazione tramite "lettere di costituzione in mora",
prima tappa del procedimento previsto dall'articolo 126 del trattato CE.
Un altro procedimento per infrazione è aperto nei riguardi del
Portogallo per quel che riguarda il modo in cui questo paese ha recepito
nella legislazione nazionale il diritto di noleggio commerciale di cui
sono titolari i produttori di film in forza dell'articolo 2 della
direttiva 92/100.

A norma della direttiva 92/100 (articoli 1-5), gli autori e altri
titolari del diritto godono di un diritto di prestito esclusivo e hanno
la facoltà di autorizzare o vietare il prestito pubblico delle loro
opere o di altri oggetti protetti. Gli Stati membri possono tuttavia
derogare a queste disposizioni e trasformare il diritto di prestito
esclusivo in semplice diritto ad un'equa remunerazione, che sono tenuti
a pagare almeno agli autori. Essi possono anche esonerare talune
categorie di istituzioni dal pagamento di tale remunerazione.

In una relazione pubblicata nel settembre 2002 (v. IP/02/1303), la
Commissione ha constatato che il diritto di prestito pubblico non è
applicato in modo omogeneo nell'Unione europea. In particolare, alcuni
Stati membri non hanno ancora recepito correttamente la direttiva, otto
anni dopo il termine stabilito.

Per porre termine alle disfunzioni che risultano per il mercato interno
e al danno subìto dai titolari di diritti in tutta l'Unione europea, la
Commissione ha deciso di mettere in mora la Spagna, l'Italia, l'Irlanda
e il Portogallo: le loro legislazioni, che esonerano tutte le
istituzione di prestito dall'obbligo di remunerare i titolari di
diritti, hanno come conseguenza il fatto che in questi Stati il diritto
di prestito pubblico non è applicato.

Lo stesso vale per il Lussemburgo, che non ha ancora recepito il diritto
di prestito pubblico, e per la Francia, che ha recentemente emanato una
legge sul diritto di prestito pubblico (luglio 2003), ma non ha ancora
messo in vigore i relativi decreti d'applicazione, nonostante le
autorità francesi si siano impegnate a farlo entro la fine del 2003.

La Commissione, nella sua veste di custode dei trattati, è intenzionata
a far applicare correttamente da tutti gli Stati membri il diritto di
prestito pubblico. Per questo motivo ha dato seguito ad una denuncia
contro il Belgio, che ha portato il 16 ottobre scorso alla condanna di
questo Stato da parte della Corte di giustizia (causa C-433/02).

Brüssel, den 16. Januar 2004

Urheberrecht: Einleitung von Vertragsverletzungs-verfahren gegen sechs
Mitgliedstaaten im Zusammenhang mit dem Verleih- und Vermietrecht

Die Europäische Kommission wird Spanien, Frankreich, Italien, Irland,
Luxemburg und Portugal formell um Auskünfte über die Umsetzung der
Verleihrechtsvorschriften in innerstaatliches Recht ersuchen. Diese
Vorschriften wurden mit der Richtlinie 92/100/EWG harmonisiert, die das
Vermiet- und Verleihrecht sowie bestimmte dem Urheberrecht verwandte
Schutzrechte im Bereich des geistigen Eigentums betrifft. Nach den
Erkenntnissen der Kommission haben die betreffenden Mitgliedstaaten
einzelne Artikel dieser Richtlinie noch nicht oder nicht ordnungsgemäß
in die innerstaatliche Rechtsordnung überführt. Die Richtlinie
92/100/EWG hätte bereits vor dem 1. Juli 1994 umgesetzt werden müssen
(IP/02/1303). Wie die Mitgliedstaaten dieser Verpflichtung nachgekommen
sind war Gegenstand eines ausführlichen Analyseberichts der Kommission
im September 2002. Die betreffenden Mitgliedstaaten erhalten nun von der
Kommission ein so genanntes Aufforderungsschreiben, womit die erste
Stufe des Vertragsverletzungsverfahrens nach Artikel 226 EG-Vertrag
eingeleitet wird. Darüber hinaus leitet die Kommission ein
Vertragsverletzungsverfahren gegen Portugal ein, weil das Land die
Vorschriften über die gewerbliche Vermietung von Filmen, bei denen die
Filmhersteller gemäß Artikel 2 der Richtlinie 92/100/EWG Rechtsinhaber
sind, nicht ordnungsgemäß in innerstaatliches Recht überführt hat.

Gemäß Artikel 1 bis 5 der Richtlinie 92/100/EWG steht den Urhebern und
Rechtsinhabern ein ausschließliches Verleihrecht zu, ferner das Recht,
die Vermietung und das Verleihen ihrer Werke oder anderer
Schutzgegenstände zu erlauben oder zu verbieten. Die Mitgliedstaaten
können allerdings Ausnahmen von diesen Bestimmungen vorsehen und das
ausschließliche Verleihrecht in ein einfaches Recht auf Vergütung
umwandeln, die zumindest an die Urheber zu zahlen ist. Darüber hinaus
können sie bestimmte Kategorien von Einrichtungen von der Zahlung der
Vergütung ausnehmen.

In einem Bericht, den die Kommission im September 2002 veröffentlichte
(siehe IP/02/1303), stellte sie fest, dass das Verleihrecht EU-weit
uneinheitlich gehandhabt wird. Vor allem haben einige Mitgliedstaaten
die Richtlinie acht Jahren nach Ablauf der vorgegebenen Frist noch immer
nicht ordnungsgemäß umgesetzt.

Um diesen binnenmarktschädlichen Mangel zu beseitigen und der EU-weiten
Benachteiligung der Rechtsinhaber ein Ende zu setzen, hat die Kommission
beschlossen, ein Aufforderungsschreiben an Spanien, Italien, Irland und
Portugal zu richten.

Diese Länder befreien alle Verleiheinrichtungen von der
Vergütungspflicht gegenüber den Rechtsinhabern, weshalb das Verleihrecht
dort faktisch außer Kraft gesetzt ist. Dasselbe gilt für Luxemburg, das
die Verleihrechtsvorschriften überhaupt noch nicht umgesetzt hat, sowie
für Frankreich, das zwar im Juli 2003 ein Verleihgesetz verkündet, die
entsprechenden Durchführungsverordnungen aber noch nicht in Kraft
gesetzt hat, obwohl sich die französischen Behörden dazu bis Ende 2003
verpflichten hatten.

Als Hüterin der Verträge ist die Kommission entschlossen, die
ordnungsgemäße Anwendung des Verleihrechts in allen Mitgliedstaaten
durchzusetzen. Aus diesem Grund hatte sie bereits einer Beschwerde gegen
Belgien stattgegeben, die am 16. Oktober 2003 mit einer Verurteilung
Belgiens durch den Gerichtshof der Europäischen Gemeinschaften endete
(Rechtssache C-433/02).