Devuan

Mi inserisco nella discussione, da "vecchio" utente *nix.

Fermi restando i 9 punti ricordati da Andreas, che mi paiono sempre attuali, sono del parere che le molte distribuzioni usano vari meccanismi per eseguire il boot e inizializzare moduli del kernel e processi di sistema, pur tenendo il vecchio init come base. Sono passati 50 anni di Unix e 25 di Linux e innumerevoli OS varianti (qualcuno rammenta forse QNX della Quantum a microkernel, oggi base del SO di BlackBerry?). È forse tempo di riflettere su come riunificare e semplificare questa parte di base del "ns" OS.
In questo senso la proposta systemd è importante perchè apre una discussione sul tema; buona ritengo sia la voglia di unificare; sui dettagli realizzativi si può discutere e migliorare.

diego

Ben detto, ma non vedo proprio l volonta' di unificare, anzi il
contrario:

"In fact, the way I see things the Linux API has been taking the role
of the POSIX API and Linux is the focal point of all Free Software
development. Due to that I can only recommend developers to try to hack
with only Linux in mind and experience the freedom and the opportunities
this offers you. So, get yourself a copy of The Linux Programming
Interface, ignore everything it says about POSIX compatibility and hack
away your amazing Linux software. It's quite relieving!"

LP in fosdem.org. 2011,
https://archive.fosdem.org/2011/interview/lennart-poettering

Aggiungi il fatto che systemd rimpiazza molti programmi UNIX
tradizionali, init, syslog, cron, ntp, mount(ad un certo livello), udev,
dbus, consolekit, logind, getty,... allora la situazione diventa un po'
preoccupante. Diventa molto difficile sostituire systemd con
un'implementazione alternativa.
Una persona maliziosa potrebbe pensare a "embrace extend extinguish",
versione Linux.

Thomas