Linux security is a 'myth', claims Microsoft - vnunet.com

http://www.vnunet.com/news/1160853

Beh, se lo dicono loro...

Günther

Günther Cologna wrote:

http://www.vnunet.com/news/1160853

Beh, se lo dicono loro...

Il problema e' che non c'e' da ridere. Hanno detto che IE e' meglio del
Netscape e si sono quasi fatto il monopolio, hanno detto che NT va
meglio del grande Novell NetWare e hanno ucciso la Novell, hanno detto
che W95 e' rivoluzionario e OS/2 non si e' piu' venduto. Dicono delle
cose su Linux e c'e' gente che lo crede. Cominciano a lavorare con
microsoft search e google dove va a finire se la ricerca M$ e' integrata
nel browser? No, non c'e' da ridere quando si parla della M$, un'azienda
che non vuole soltanto vendere un prodotto, ma che vuole avere il
controllo. Il controlle sui pc degli utenti, il controllo dei politici e
dei parlamenti. La M$ deve mettere a disposizione le API alla
concorrenza, ma la vuole mettere disposizione soltanto a chi non usa una
licenza libera. Non c'e' da ridere sulla M$, un azienda punita con una
multa record dalla commissione europea. ... Il giorno che mettono
Windows sotto la GPL o un altra licenza libera la penso in un altro modo :wink:

Beh, questo lo dico io
Karl

Sono pienamenente d'accordo con Karl, l'unica cosa che aggiungerei, è
che rispetto alle altre battaglie dove M$ ha sempre "sterminato"
l'avversario con linux sarà più difficile perché non riescono ad
individuare l'avversario non esiste un nemico unico da combattere...
Saranno mai i brevetti l' arma letale che M$ userà???
Speriamo proprio di no!!!

Diti

Karl Lunger schrieb:

Il problema e' che non c'e' da ridere. Hanno detto che IE e' meglio del
Netscape e si sono quasi fatto il monopolio, hanno detto che NT va
meglio del grande Novell NetWare e hanno ucciso la Novell, hanno detto
che W95 e' rivoluzionario e OS/2 non si e' piu' venduto. Dicono delle

Per nostra fortuna GNU/Linux e' un altra cosa, non e' un software
proprietario.

L'argomentazione come al solito viene fatta esclusivamente ad un livello
tecnologico, che esclude tutti gli aspetti etici, che non vanno
ignorati. Specialmente se ci vogliamo rammentare delle tematiche come
eGovernment, eInclusion, ...

Nell'intervista di McGrath ci sono delle riflessioni interessanti, ma
come al solito confonde un paio di cose.

L'attivita' del kernel e la responsabilita' del team di sviluppo attorno
a Torvalds non hanno niente a che fare con la responsabilita' che si
prendono la Red Hat, l'IBM, la Novell, ... nei confronti dei loro clienti.

Non ho mai sentito una azienda dire, che devono contattare Linus,
perche' hanno un problema col loro web browser.

Se invece usano un prodotto di un monopolista, il monopolista e' l'unico
che puo' veramente aiutarli. I distributori non danno un vero aiuto,
fanno solo da segretarie specializzate.

Il fatto che ci siano piu' di un attore che possa assumersi
responsabilita' non e' uno svantaggio. Al contrario aumenta la
concorrenza. E non da dimenticare, crea un reale mercato locale.

Ovvio che questo ad un monopolista non piace, perche' viene costretto a
concorrere con altri.

cose su Linux e c'e' gente che lo crede. Cominciano a lavorare con
microsoft search e google dove va a finire se la ricerca M$ e' integrata

Infatti oggi non si parla piu' del BrowserWar ma della SearchWar.

A chi interessa passo 2-3 appunti che mi sono fatto tempo fa:

Important projects for GNU/Linux:

  * mozDex - Wikipedia

  * http://www.nutch.org

  * ReiserFS - Wikipedia

Articles:

  * http://servers.linux.com/article.pl?sid=04/07/25/2057240&tid=42

nel browser? No, non c'e' da ridere quando si parla della M$, un'azienda
che non vuole soltanto vendere un prodotto, ma che vuole avere il
controllo. Il controlle sui pc degli utenti, il controllo dei politici e

E' un monopolista che difende la sua posizione.

Hanno capito gia' dal inizio che per diventare e rimanere un monopolio
si deve combattere su piu' fronti.

* Utenti: Lascar copiare i propri prodotti

* Governo: Dare pseudo privilegi, come il shared source program ai governi.

* Societa': Regalare i prodotti alle scuole e a chi OGGI non ha le
possibilita' di comperarseli.

* ...

Queste cose non succedono solo a Washington o a Monaco. Succedono anche
a Trento:

http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&artId=616631&chId=30&artType=Articolo&back=0

dei parlamenti. La M$ deve mettere a disposizione le API alla
concorrenza, ma la vuole mettere disposizione soltanto a chi non usa una
licenza libera. Non c'e' da ridere sulla M$, un azienda punita con una
multa record dalla commissione europea. ... Il giorno che mettono
Windows sotto la GPL o un altra licenza libera la penso in un altro modo
:wink:

Prima o poi la metteranno sotto licenza libera, ma prima vogliono ancora
mungere le loro cash cow!!!

Perche' penso che anche i prodotti della MS diventeranno software
libero? Perche' come spiegato nel seguente essay di Craig James il
software proprietario a lungo andare non puo' concorrere col software
libero.

http://www.moonviewscientific.com/essays/software_lifecycle.htm

Perche' preoccuparsi dunque?

Anche se i prodotti del monopolista diventeranno software libero, chi sa
se in futuro avremo ancora la possibilita' di usare le nostre liberta'?

DRM, brevetti sulle idee, EUCD, ...

Tutte mosse per limitare le liberta' dei cittadini a favore della
conservazione di strutture monopolistiche.

Happy hacking!
Patrick

Karl Lunger wrote:

No, non c'e' da ridere quando si parla della M$, un'azienda
che non vuole soltanto vendere un prodotto, ma che vuole avere il
controllo.

Sono d'accordo con te, Karl. Il problema però non lo vedo in "Microsoft"
come azienda, ma nel sistema capitalistico. Forse ora c'è qualcuno che
ride, ma io la penso così. È questo sistema che arricchisce qualcuno e
impoverisce tanti. E in questo rientra anche l'informazione, nel senso
più ampio, il sapere. Ecco perchè credo fermamente nella "Freedom of
Knowledge", la libertà della sapienza, ma *applicata*. Mi chiedo: dov'è
l'applicazione? Nel campo di (mio) interesse più stretto c'è la FSF e il
lavoro di tanti che la pensano allo stesso modo. Ma ciò come si sposa in
un ambito capitalistico, in un sistema, che trae vantaggio dallo
svantaggio altrui? Per esempio: cosa pensare di quei distributori Linux,
che cercano di nascondere errori e security hole dei kernel, tanto da
far scendere Torvalds recentemente in campo a ricordare ai signori
produttori che nessuno deve nascondere tali errori? Per me, dietro, c'è
la vecchia canzone del profitto, del non far sapere ad altri ciò che
potrebbe essere uno svantaggio per se stessi.

  Il controlle sui pc degli utenti, il controllo dei politici e

dei parlamenti. La M$ deve mettere a disposizione le API alla
concorrenza, ma la vuole mettere disposizione soltanto a chi non usa una
licenza libera.

Personalmente credo che il SL dovrebbe essere tutelato giurdicamente
tanto da impedire che una singola azienda (privata!) possa porre delle
condizioni techniche/commerciali. Il software commerciale non permette
questo o quello, quindi va messo al bando, per tutelare il software
libero, accessibile a tutti, disponibile a tutti. Il farsi condizionare
in questo caso è una scelta sbagliata; ma se non c'è la tutela pubblica,
come si confronta un colosso così?

Non c'e' da ridere sulla M$, un azienda punita con una

multa record dalla commissione europea.

Mi interesserebbe dove vanno a finire quei soldi. E se c'è la multa,
perchè non c'è (adeguata) tutela? Hmm...

Ciao
Pasquale

Ciao Pasquale!

Anch'io penso che non si debba finire a criticare la sola Microsoft.
Anche se la Microsoft e' sicuramente l'esempio piu' evidente, e' solo un
esempio e il problema va giustamente cercato nel sistema stesso.

Non penso pero che il software libero sia anti-capitalista. Il
capitalismo ha lo scopo di fare profitto, e il software libero non vieta
la possibilita' di farlo. Anzi secondo molti il software libero e' una
chance per aumentare il profitto. Il software libero puo' essere un
catalizzatore per l'economia, specialmente quella locale.

Il software libero e' sicuramente anti-monopolistico. Ed e' qui che ci
troviamo. Penso che non sia il capitalismo in se, che e' dannoso, ma il
monopolio che si prendono pochi colossi, sottomettendo i piu' piccoli
alla loro completa dipendenza.

Non ho seguito la discussione sugli security holes non resi pubblici da
alcuni distributori. Ma datoche il software libero non ha padroni,
nessuno puo' nascondere le informazioni. Chi ha interesse a sapere ogni
detaglio, puo' informarsi trammite altre fonti. Non capisco il problema.

Il problema nascerebbe quando leggi come la EUCD vieteranno di divulgare
certe informazioni. I monopolisti produttori di software proprietario
vorebbero che per legge nessuno possa informare su problemi di
sicurezza. Pensano che non parlando dei problemi, i problemi spariscano.
Nel campo della sicurezza informatica quest'illusione viene anche
chiamata: "security by obscurity"

Personalmente credo che il SL dovrebbe essere tutelato giurdicamente
tanto da impedire che una singola azienda (privata!) possa porre delle
condizioni techniche/commerciali. Il software commerciale non permette
questo o quello, quindi va messo al bando, per tutelare il software
libero, accessibile a tutti, disponibile a tutti. Il farsi condizionare
in questo caso è una scelta sbagliata; ma se non c'è la tutela pubblica,
come si confronta un colosso così?

Attento anche software libero puo' essere software commerciale. Esempio
evidente sono le distribuzioni di GNU/Linux.

Personalmente sono contro leggi che impongano l'uso di qualche cosa. Non
penso che ci debbano essere leggi che impongano l'uso del software
libero. Una legge e' un contratto della nostra societa', che ne limita
le liberta'. In certi casi questi limiti sono necessari, perche' l'uso
della liberta da parte di un'singolo puo' danneggiare la societa' in
modo evidente. Percio', per il bene di tutti, certe liberta' vanno
ristrette.

Pero' non ci devono essere leggi che ci prendono la liberta di scegliere
un software nei confronti di un'altro!

Le cose che vanno tutelate in mio avviso sono le liberta' che abbiamo e
che non dobbiamo farci prendere.

- - Le liberta di studiare

- - Le liberta di esperimentare

- - La liberta di inventare

- - La liberta di capirci

- - La liberta di scelta

- - La liberta di esprimere il nostro parere

- - ...

Non ci servono altre leggi che limitino le nostre liberta. Anzi ne
abbiamo gia' troppe.

Happy hacking!
Patrick

Ciao Patrick,

Patrick Ohnewein wrote:

Anch'io penso che non si debba finire a criticare la sola Microsoft.
Anche se la Microsoft e' sicuramente l'esempio piu' evidente, e' solo un
esempio e il problema va giustamente cercato nel sistema stesso.

Personalmente ritengo che il "caso Microsoft" è un caso ripetibile, dato
le eventuali circostanze, anche se un caso "fortunato" di circostanze,
se così vogliamo definirlo. Non per bravura tecnica, inizialmente, ma
*esclusivamente* politica/commerciale. :frowning:

Non penso pero che il software libero sia anti-capitalista.

Nemmeno io. Mi dispiace però, vedere che dopo tanto discorso su FSF e la
filosofia della libertà e accessibilità, motivi economici spingono
produttori a non rilevare security holes. Ok, ci hanno provato e la
trasparenza ha vinto, nel senso che queste cose, alla fine, sono state
rivelate. Ma le intenzioni c'erano.

Il software libero e' sicuramente anti-monopolistico. Ed e' qui che ci
troviamo. Penso che non sia il capitalismo in se, che e' dannoso, ma il
monopolio che si prendono pochi colossi, sottomettendo i piu' piccoli
alla loro completa dipendenza.

Il SL è anti-monopolistico, se resta fedele ai principi di quanto si è
proposta la FSF. Purtroppo però, il capitale non se ne importa molto di
principi etici; quella della "Freedom of Knowledge" è un prinicipio
etico, che vuole arrivare anche a una "Sustainable Knowledge Society"
(cfr. anche la TOWARDS A “CHARTER OF HUMAN RIGHTS FOR SUSTAINABLE
KNOWLEDGE SOCIETIES”
http://www.itu.int/dms_pub/itu-s/md/03/wsispc2/c/S03-WSISPC2-C-0065!!MSW-E.doc,
purtoppo in .doc, come vedi :frowning: ) dei diritti civili. Il tendere al
monopolio, non è proprio della Microsoft, della SAP o del software in
generale, è tendenza naturale del sistema del capitale: togliere quote
mercato al concorrente, arricchirsi sempre di più e non redistribuire la
ricchezza adeguatamente. Cosa ne pensi p. es. della "fuga" di ditte
verso India o Cina? Cosa dire quando ditte con un budget non astronomico
come MS vanno in paesi del terzo mondo, dove la stessa squadra di
programmatori costa meno della metà? E non è un discorso ipotetico: SAP
aumenta la propria sede in Cina, in India è ormai "Silicon Bangalore"...

Personalmente sono contro leggi che impongano l'uso di qualche cosa. Non
penso che ci debbano essere leggi che impongano l'uso del software
libero. Una legge e' un contratto della nostra societa', che ne limita
le liberta'. In certi casi questi limiti sono necessari, perche' l'uso
della liberta da parte di un'singolo puo' danneggiare la societa' in
modo evidente. Percio', per il bene di tutti, certe liberta' vanno
ristrette.

Non intendevo leggi "contro", ma leggi "per", a tutela, cioè. Perchè le
iniziative SL vengono da volontari e poco (se non niente) viene dalla
tutela pubblica? Non intendevo precludere la possibilità di scelta e di
libertà.

Non ci servono altre leggi che limitino le nostre liberta. Anzi ne
abbiamo gia' troppe.

Hmm, non sono tanto d'accordo: vivo in un paese dove l'uso della parola
"libertà" è stato travolto, è una diversa traduzione di "menefreghismo"
e qualcuno ne ha addirittura fondato un partito...

C'è troppa libertà in questo senso...

rimpiango uno stato inteso come collettività sociale sempre più assente
sulle tematiche più comuni, quale l'educazione, la sanità ecc. E se
critico il sistema del capitale, non tanto per la critica del "fare
profitto", ma per la semnpre più ampia sparizione di regole che ne
regolano l'etica ... esempio banale: il falso in bilancio.. ma questo
qui è forse OT

Ciao
Pasquale

proporrei la integrazione:
".. non penso neanche che sia capitalista"

se vediamo il software come una "tecnica culturale" emergente nella nostra
societa´, il termine appartiene probabilmente ad un livello concettuale
"più profondo" del termine "capitalismo".

fa parte del nostro modo di costruire sapere (conoscenza - il sapere
attivo) ??
direi comunque che il software "libero" costituisce un tentativo/una
prassi che strutturalmente non si adegua alla quotidianita´ odierna
sicuramente caratterizzata dai meccanismi economici del capitalismo
("questo è mio, perciò non è tuo, ed io ne faccio ciò che voglio")

forse un link (purtroppo in spagnolo) può meglio delle mie parole
indicare cosa intendo:

http://uinpi.nativeweb.org/modulos/davalos/davalos_doc/davalos_doc.html

saluti
anton

Linux User Group Bozen-Bolzano-Bulsan <lugbz-list(a)lugbz.org> writes: