Vecchi PC

Avremmo un po' di PC Dell, generazione P4 a 2,4 GHz, in buone condizioni,
da dare via. Ci sono utilizzi sensati? Charity? Anni fa c'era un tale che
li raccoglieva vecchi PC da mandare in Africa, ma era un'azione "una
tantum".

Peter

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Peter Hopfgartner <hoppet(a)gmail.com> wrote:

Avremmo un po' di PC Dell, generazione P4 a 2,4 GHz, in buone
condizioni,
da dare via. Ci sono utilizzi sensati? Charity? Anni fa c'era un tale
che
li raccoglieva vecchi PC da mandare in Africa, ma era un'azione "una
tantum".

Peter
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http://lists.lugbz.org/cgi-bin/mailman/listinfo/lugbz-list

Ciao Peter,
Se vuoi posso metterti in contatto con una persona che potrebbe usare questi pc nelle scuole medie nei cumuni Toscani.
Anni fa avevo contattato computer rinati ma si é rilevato un grandissimo flop.
Ciao
Enrico

Quanda memoria? Che modello?

grazie

konrad

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Buongiorno,
se non li dovesse prendere nessuno, volentieri li prenderei io per
l'associazione giovanile
"L'Orizzonte"<Google Maps,
di cui faccio parte.

Tralaltro proprio in questi giorni stiamo traslocando, li verremmo anche a
ritirare noi senza problemi, sempre se non ne viene trovato un uso migliore.

Ciao!

Marco Mantoan

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Puoi provare con informatici senza frontier (http://www.informaticisenzafrontiere.org/)
F

Francesca Scandellari

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Non capisco perchè si debba spedire all'estero materiale quando le frontiere e i bisogni sono molto più vicini.

In effetti, la soluzione più efficiente sarebbe venderli e dare in
beneficenza il ricavato, piuttosto che spedirli. Il denaro si
trasferisce a costi minori, ed è più fungibile.

Io non ho mai capito, ad esempio, iniziative come il banco alimentare,
dove si chiede alla gente di comprare cibo al supermercato per poi
fare dei pacchi che vengono spediti in Africa o altrove. In questo
modo, su 100 Euro, 20 e più vanno in IVA e tasse, 20 vanno come
guadagno del supermercato, 10 per la raccolta di tutti gli scatoloni,
poi c'è la spedizione per nave, e magari si rischia che la merce
arrivi avariata. Sarebbe molto più pratico spedire direttamente i 100
Euro, ne arriverebbe a destinazione una percentuale molto più elevata
(non credo che la commissione di trasferimento sia più di un paio di
%, probabilmente meno). Dopo tutto (tranne il caso di gravi carestie)
la gente muore di fame o è sottoalimentata non perché in loco non sia
disponibile cibo, ma perché è troppo povera per comprarlo. E anche se
si trattasse di una carestia, perché comprare al dettaglio
semilavorati come la pasta, e non piuttosto materia prima all'ingrosso
(con quel che si paga un kg di pasta al supermercato, si comprano
forse 5 kg di farina all'ingrosso).

2012/2/13 Enrico Zanardo <ezanardo(a)netnantes.net>:

Al tempo, mi ricordo che il problema era proprio nella differenza tra "vendere" e "donare con un contributo".
Io conosco una realtà, e precisamente l'Elba, dove alle medie non hanno neanche un'aula pc. Si potrebbe far intervenire il comune di Portoferraio per questo "benedetto" vendere/donare e portare qualcosa di buono anche nei comuni dove le Provincie non arrivano.

Ciao

Enrico

Avendo partecipato a qualche operazione del "banco alimentare" espongo il mio punto di vista.
L'azione si svolge su base regionale, nulla va fuori regione (che io sappia).

- Nelle giornate segnalate annualmente (ma anche in altre occasioni strutturate durante l'anno) vengono raccolte, in regione, derrate alimentari non deperibili dalle donazioni delle persone che le acquistano direttamente ovvero anche dall'industria agro-alimentare.
La giornata annuale, tipicamente a metà novembre, avviene come molti hanno visto davanti a molti supermercati tramite i banchetti dei volontari.

- Le derrate vengono trasferite in un magazzino centrale a Trento da dove viene organizzata la distribuzione capillare a chi ne necessita. Qui collaborano molte associazioni che hanno contatti diretti sul territorio. Viene tenuto un registro di carico-scarico. Vengono servite solo enti e associazioni che dimostrino al B.A. la destinazione di quanto chiedono e ricevono.

Dettagli si trovano su http://www.bancoalimentare.it/it/trentino , il conteggio indicato da Stefano mi sembrano poco fondate.

Ovviamente, se qualcuno vuole dare da mangiare a chiunque, so può fare in mille modi, ma c'è moltissima gente che è disponibile ad aiutare ma non a coinvolgersi in prima persona; tramite iniziative di questo genere invece si estende comunque il senso di solidarietà tra le persone.
Un esempio? Vi invito ad andare al parco della stazione di Bz alla sera, per vedere quante persone ricevono un pasto caldo dal VinziBus; e non sono solo barboni, andate a guardate di persona. Quel pasto caldo è supportato anche dal Banco Alimentare.
In TAA sono molte migliaia le persone che ricevono supporto da questa attività.

Grazie per l'attenzione,
diego maniacco

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Non vorrei essere frainteso. Io non ce l'ho con il banco alimentare,
anch'io ho contribuito talvolta (troppo poco a dire il vero). Ci sono
però iniziative simili che realmente raccolgono generi alimentari per
mandarli "alle missioni" (in una che ricordo si parlava esplicitamente
di "affittare il container" per spedire per nave i pacchi di pasta e
le scatolette di tonno), e questo, pur meritorio in sè, lo trovo però
piuttoso inefficiente, per i motivi esposti sopra.

Anche il banco alimentare, se raccogliesse anziché generi alimentari
sfusi, il corrispondente in denaro, e comprasse i viveri all'ingrosso,
potrebbe fare persino di più di quello che generosamente già fa (ed in
effetti, come mi spiegava un altro volontario, la raccolta dai singoli
consumatori ha prevalentemente lo scopo di farsi conoscere, il grosso
della raccolta di viveri viene fatta presso ditte e grossisti, che
regalano la merce di prossima scadenza, che non possono più vendere).

Secondo me al fondo c'è una sfiducia latente del pubblico. La gente è
più disposta a donare cose, piuttosto che a dare denaro. Ha paura che
se dà soldi, questi se li intaschi qualcuno, o che vengano spesi male.
Quindi si preferisce mandare ad esempio un volontario che conosciamo
dall'Europa ad aiutare a costruire una scuola od un pozzo, senza
pensare che con i soldi che costa il viaggio si potrebbero pagare
decine di operai locali. Mio cugino missionario mi raccontava di
automezzi regalati con generosità, che però non erano adatti al clima
e alle strade del paese africano, e che i meccanici locali non erano
in grado di riparare, e che quindi rimanevano ad arrugginire nel
piazzale di una ONG.

Qualche tempo fa ho sentito dei conoscenti scandalizzati perché
avevano saputo che gli abiti usati raccolti da una associazione
benefica (non ricordo bene quale) non venivano dati ai poveri, ma
venduti ed era il ricavato ad essere usato per gli scopi della
associazione. Secondo me invece non c'è da scandalizzarsi, è
probabilmente il modo più efficiente di usare quegli oggetti donati.
Se ad esempio, il donatore ha dato una borsetta, e il povero ha
bisogno di scarpe, e si può vendere la borsetta e col ricavato
comprare una o più paia di scarpe, non è forse meglio fare così?

2012/2/13 Maniacco, Diego <Diego.Maniacco(a)provinz.bz.it>:

Stefano, hai probabilmente ragione, ma la mia esperienza mi isnegna che la gente da facilmente 1 Kg di pasta ma non 1 euro.

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Stiamo chiarendo come i PC vanno tolti dall'inventario. Vi farrò sapere, ..

grazie delle molte risposte,

Peter

2012/2/10 Peter Hopfgartner <hoppet(a)gmail.com>

attachment.htm (729 Bytes)

Alla fine si tratta di 2 PC Dell, generazione Pentium 4, in buono stato.
Per motivi di contabilità dobbiamo effetuare una fattura con un importo
simbolico di EUR 5.

Chi prima arriva, macina. Overo, chi per primo passa per prenderli, li
può avere.

Peter

Chi prima

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